Guida operativa per installatori secondo la CEI 79-3:2024: dal livello di prestazione alle scelte progettuali.
Negli impianti di allarme intrusione e rapina, la scelta dei dispositivi non può più essere separata dalla progettazione. Con l’applicazione della CEI 79-3:2024, progettazione dell’impianto e selezione dei prodotti devono seguire un percorso coerente, guidato dal livello di prestazione (definito a partire dall’analisi del rischio).
Quando si parla di scelta dei prodotti di un impianto antintrusione, ogni elemento del sistema – centrale, rivelatori, segnalazione, comunicazione e alimentazione – deve essere coerente con le prestazioni dichiarate in fase di progetto. La norma non impone marche o modelli, ma richiede che l’impianto, nel suo insieme, risponda a requisiti tecnici chiari e verificabili.
Il livello di prestazione diventa quindi il riferimento che orienta le scelte tecniche e consente di mantenere allineati progetto, impianto realizzato e Dichiarazione di Conformità prevista dal DM 37/08.
Questo articolo si inserisce in continuità con l’approfondimento dedicato alla CEI 79-3 e alla Dichiarazione di Conformità e intende chiarire come il livello di prestazione influisca sulla scelta dei componenti di un impianto di allarme intrusione e rapina.
Perché la scelta dei prodotti è direttamente legata al livello di prestazione
Indice dei contenuti
ToggleNegli impianti di allarme intrusione e rapina, la scelta dei dispositivi non può essere separata dal progetto. Con la CEI 79-3:2024, il livello di prestazione collega analisi del rischio, progettazione e selezione dei componenti giusti.
Il livello di prestazione definisce quali prestazioni l’impianto deve garantire in relazione al contesto da proteggere. Di conseguenza, ogni componente deve essere coerente con quel livello, non solo in termini di funzionamento, ma anche di ruolo all’interno del sistema.
In assenza di questa coerenza, l’impianto può risultare funzionante, ma diventa più complesso dimostrare la solidità del progetto e mantenere allineata la Dichiarazione di Conformità.
Impianto, sotto-impianti e coerenza prestazionale
Una delle novità introdotte dalla CEI 79-3:2024 riguarda la modularità dell’impianto di allarme intrusione e rapina. La norma consente di articolare l’impianto in sotto-impianti, con livelli di prestazione differenziati per ciascuna sotto-area.
Questa impostazione consente di gestire in modo più preciso:
- funzioni diverse all’interno dello stesso impianto;
- vincoli strutturali o ambientali;
- livelli di rischio differenti.
In pratica, un impianto può essere suddiviso in uno o più sotto-impianti, ciascuno con un livello di prestazione adeguato alla specifica area.
La suddivisione in sotto-impianti consente di:
- identificare aree funzionali distinte;
- applicare livelli di prestazione differenziati;
- mantenere una struttura modulare dell’impianto.
Questo approccio è particolarmente utile negli impianti complessi, dove alcune aree richiedono prestazioni superiori rispetto ad altre.
Coerenza prestazionale tra parti dell’impianto
La classificazione in sotto-insiemi che compongono l’impianto è così organizzata:
A – Rivelatori
B – Apparati essenziali (centrale, alimentazione, interfacce)
C – Dispositivi di notifica e trasmissione remota
E – Interconnessioni
D – Funzioni opzionali (non influenti sul livello di prestazione)
Il livello di prestazione complessivo è determinato dal sotto-insieme con la prestazione più bassa. Se uno solo dei sotto-insiemi obbligatori non raggiunge il livello richiesto, l’intero impianto non può essere considerato conforme.
Questo approccio:
- evita che parti “forti” dell’impianto compensino carenze in altre;
- richiede di valutare i componenti nel contesto funzionale a cui appartengono;
- rafforza la coerenza tra progetto e impianto realizzato.
Livello di prestazione come requisito dell’impianto
Una volta definito, il livello di prestazione diventa un requisito dell’impianto nel suo complesso e riguarda l’insieme delle funzioni che il sistema deve garantire: rivelazione, segnalazione, comunicazione e continuità operativa.
La norma non indica quali componenti utilizzare, modelli o marche, ma richiede che le soluzioni adottate siano idonee a sostenere il livello di prestazione definito in fase di progetto.
Il livello di prestazione quindi rappresenta il punto di raccordo tra analisi del rischio, progettazione e scelta dei componenti. È il riferimento che consente di mantenere allineati progetto e impianto realizzato nel tempo, anche in caso di modifiche o ampliamenti.
Livello di prestazione CEI 79-3: significato e ruolo progettuale
Il livello di prestazione è uno degli elementi centrali nella progettazione degli impianti di allarme intrusione e rapina secondo la CEI 79-3.
Non è una classificazione formale, ma il risultato di un percorso che parte dall’analisi del rischio e guida le scelte progettuali.
Consente di tradurre il rischio in requisiti tecnici concreti, verificabili e documentabili, fungendo da collegamento tra progetto e impianto realizzato.
Dal rischio al livello di prestazione
La CEI 79-3 prevede che la progettazione dell’impianto inizi con una valutazione strutturata del rischio, basata su elementi oggettivi come il contesto, la destinazione d’uso e le caratteristiche del sito.
Solo a partire da questa analisi è possibile determinare il livello di prestazione dell’impianto, che diventa la conseguenza diretta del rischio individuato.
Livello di prestazione come requisito dell’impianto
Una volta definito, il livello di prestazione diventa un requisito dell’impianto nel suo complesso e riguarda l’insieme delle funzioni che il sistema deve garantire: rivelazione, segnalazione, comunicazione e continuità operativa.
La norma non indica quali componenti utilizzare, modelli o marche, ma richiede che le soluzioni adottate siano idonee a sostenere il livello di prestazione definito in fase di progetto.
Il livello di prestazione quindi rappresenta il punto di raccordo tra analisi del rischio, progettazione e scelta dei componenti. È il riferimento che consente di mantenere allineati progetto e impianto realizzato nel tempo, anche in caso di modifiche o ampliamenti.
Impianto, sotto-impianti e coerenza prestazionale
Una delle novità introdotte dalla CEI 79-3:2024 riguarda la modularità dell’impianto di allarme intrusione e rapina. La norma consente di articolare l’impianto in sotto-impianti, con livelli di prestazione differenziati per ciascuna sotto-area.
Questa impostazione consente di gestire in modo più preciso:
- funzioni diverse all’interno dello stesso impianto;
- vincoli strutturali o ambientali;
- livelli di rischio differenti.
In pratica, un impianto può essere suddiviso in uno o più sotto-impianti, ciascuno con un livello di prestazione adeguato alla specifica area.
La suddivisione in sotto-impianti consente di:
- identificare aree funzionali distinte;
- applicare livelli di prestazione differenziati;
- mantenere una struttura modulare dell’impianto.
Questo approccio è particolarmente utile negli impianti complessi, dove alcune aree richiedono prestazioni superiori rispetto ad altre.
Coerenza prestazionale tra parti dell’impianto
La classificazione in sotto-insiemi che compongono l’impianto è così organizzata:
A – Rivelatori
B – Apparati essenziali (centrale, alimentazione, interfacce)
C – Dispositivi di notifica e trasmissione remota
E – Interconnessioni
D – Funzioni opzionali (non influenti sul livello di prestazione)
Il livello di prestazione complessivo è determinato dal sotto-insieme con la prestazione più bassa. Se uno solo dei sotto-insiemi obbligatori non raggiunge il livello richiesto, l’intero impianto non può essere considerato conforme.
Questo approccio:
- evita che parti “forti” dell’impianto compensino carenze in altre;
- richiede di valutare i componenti nel contesto funzionale a cui appartengono;
- rafforza la coerenza tra progetto e impianto realizzato.
Dalla progettazione alla scelta dei prodotti: il passaggio operativo
Una volta definito il livello di prestazione e strutturato l’impianto in sotto-impianti, la progettazione entra nella fase operativa: la traduzione dei requisiti prestazionali in scelte tecniche coerenti.
La CEI 79-3 non fornisce indicazioni su marche o modelli, ma richiede che ogni parte dell’impianto contribuisca in modo coerente alle prestazioni dichiarate.
I componenti come parti di un sistema unico
I componenti non devono essere considerati elementi indipendenti. Ogni dispositivo contribuisce al risultato complessivo dell’impianto e incide sul livello di prestazione finale.
La scelta dei prodotti deve quindi tenere conto di:
- livello di prestazione assegnato;
- ruolo funzionale del componente;
- interazione con gli altri sotto-insiemi.
Implicazioni operative per l’installatore
Operativamente:
- il progetto definisce le prestazioni richieste;
- le prestazioni orientano la scelta dei componenti;
- i componenti devono essere verificabili rispetto al livello dichiarato.
Questo approccio riduce le ambiguità e facilita l’allineamento tra impianto reale e documentazione finale.
La centrale di allarme nel contesto del livello di prestazione
La centrale è l’elemento di coordinamento del sistema e fa parte degli apparati essenziali dell’impianto.
Il suo ruolo è legato alla capacità di sostenere il livello di prestazione definito in fase di progetto.
La collocazione della centrale deve essere valutata in relazione:
- alla complessità dell’impianto;
- alla presenza di sotto-impianti;
- alle funzioni da gestire in modo coordinato.
Gestione di zone, eventi e sotto-impianti
Nel progetto, la centrale selezionata deve essere in grado di gestire correttamente eventi provenienti da aree con livelli di prestazione differenti, mantenendo separata la logica dei sotto-impianti e garantendo il funzionamento complessivo del sistema.
Gestione delle anomalie e supervisione
La centrale deve contribuire al livello di prestazione attraverso:
- rilevazione e segnalazione delle anomalie;
- supervisione degli stati dei sotto-insiemi;
- gestione ordinata e documentabile degli eventi.
Rivelazione e livello di prestazione
In un impianto progettato secondo la CEI 79-3, la rivelazione non è un elemento isolato, ma parte integrante della catena prestazionale.
Il livello di prestazione definito a seguito dell’analisi del rischio stabilisce quale grado di affidabilità e tempestività la rivelazione deve garantire, in relazione all’area protetta.
In presenza di sotto-impianti, la rivelazione può assumere ruoli differenti a seconda della zona e del contesto. Questo significa che:
- non tutte le aree richiedono lo stesso approccio alla rivelazione;
- il ruolo dei rivelatori deve essere coerente con il livello di prestazione assegnato alla specifica sotto-area;
- la rivelazione contribuisce in modo determinante al livello di prestazione complessivo dell’impianto.
La norma non prescrive specifiche tecnologie o soluzioni, ma richiede che la rivelazione sia adeguata allo scenario di rischio e coerente con le prestazioni dichiarate nel progetto.
Integrazione dei rivelatori nel progetto dell’impianto
Dal punto di vista progettuale, i rivelatori devono essere considerati all’interno dell’architettura complessiva dell’impianto, tenendo conto delle interazioni con gli altri sotto-insiemi: apparati essenziali, segnalazione, comunicazione e alimentazione.
In particolare, la CEI 79-3 richiede che:
- la rivelazione sia integrata in modo coerente con la struttura dell’impianto e dei sotto-impianti;
- eventuali limiti prestazionali di un’area non compromettano la classificazione dell’intero sistema;
- la funzione dei rivelatori sia chiaramente riconducibile al livello di prestazione dichiarato.
Questo approccio consente di evitare scelte scollegate dal progetto e di mantenere una relazione chiara tra analisi del rischio, livello di prestazione e componenti installati, facilitando anche la verifica della conformità dell’impianto nel tempo.
Segnalazione, comunicazione e alimentazione: continuità delle prestazioni
Negli impianti di allarme intrusione e rapina, segnalazione, comunicazione e alimentazione non rappresentano elementi accessori, ma componenti fondamentali per garantire nel tempo il livello di prestazione definito in fase di progetto.
Secondo la CEI 79-3:2024, questi elementi rientrano tra gli apparati essenziali e concorrono direttamente alla determinazione delle prestazioni complessive dell’impianto.
La loro funzione è quella di assicurare che un evento rilevato venga correttamente segnalato e trasmesso, anche in condizioni anomale o critiche.
Dal punto di vista progettuale, questo significa che:
- la segnalazione deve essere coerente con il livello di prestazione assegnato;
- i canali di comunicazione devono garantire affidabilità e continuità del servizio;
- l’alimentazione primaria e di riserva deve sostenere l’impianto per il tempo previsto dal progetto.
Un’interruzione della comunicazione o una carenza nell’alimentazione non incidono solo sul funzionamento dell’impianto, ma possono compromettere il livello di prestazione complessivo, con effetti diretti sulla coerenza progettuale e documentale.
Per questo motivo, la CEI 79-3 richiede che segnalazione, comunicazione e alimentazione siano valutate come parti integranti del sistema e non come semplici elementi di completamento dell’impianto.
Indice Integrativo di Sicurezza (IIS): valorizzare le integrazioni senza alterare il livello di prestazione
La CEI 79-3:2024 introduce l’Indice Integrativo di Sicurezza (IIS) come strumento per valorizzare integrazioni e funzioni aggiuntive che migliorano la sicurezza complessiva dell’impianto.
È importante chiarire che l’IIS:
- non modifica il livello di prestazione determinato dall’analisi del rischio;
- non sostituisce i requisiti prestazionali di base;
- non consente di compensare carenze nei sotto-insiemi obbligatori.
L’IIS consente invece di attribuire valore tecnico a soluzioni che rafforzano la sicurezza dell’impianto nel suo complesso, mantenendo separata la classificazione prestazionale di base dalle integrazioni aggiuntive.
In questo modo, la norma distingue in modo chiaro tra:
-requisiti necessari per il rispetto del livello di prestazione;
-elementi integrativi che migliorano l’efficacia complessiva del sistema.
Questo approccio permette di progettare impianti più completi e strutturati, senza compromettere la coerenza normativa.
Errori ricorrenti nella scelta dei prodotti in un progetto CEI 79-3
Nella pratica operativa, alcune criticità ricorrenti possono compromettere la coerenza tra progetto, impianto realizzato e livello di prestazione dichiarato. Tra le più frequenti:
- replicare schemi standard senza analisi del rischio;
- non considerare i sotto-impianti;
- sottovalutare segnalazione, comunicazione e alimentazione;
- trattare i componenti come elementi isolati;
- affidarsi a integrazioni senza verificarne la coerenza prestazionale.
Il livello di prestazione come guida alle scelte tecniche
La CEI 79-3:2024 chiarisce che la scelta dei prodotti è la conseguenza diretta del livello di prestazione definito dall’analisi del rischio.
Lavorare secondo questo approccio consente di realizzare impianti coerenti, verificabili e difendibili nel tempo.
Se stai progettando o installando un impianto di allarme intrusione e rapina, GAM può supportarti nella verifica della coerenza dell’impianto rispetto alla CEI 79-3 e nella scelta dei dispositivi di antintrusione e videosorveglianza, in funzione del livello di prestazione e del contesto applicativo. Contattaci per un incontro senza impegno con il nostro team tecnico e sapremo come aiutarti.